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lunedì 17 ottobre 2016

LE HAVRE, INNO ALLA GIOVENTU'


Una vista del porto marittimo di Le Havre


Les sanglots longs
des violons
de l’autumne.

Blessent mon coeur
D’une langueur
Monotone”.

Chi è amante di letteratura e poesia avrà sicuramente riconosciuto i primi sei versi della Chanson d’autumne di Paul Verlaine, poeta francese simbolista dell’Ottocento.
Questi versi sono stati resi famosi dalla BBC nella notte del 5 giugno 1944, in quanto messaggi segreti per informare la Resistance che lo sbarco alleato in Francia sarebbe avvenuto entro 48 ore in Normandia, ed è qui, a Le Havre, che si è oggi sviluppato uno dei più efficienti esempi di organizzazione giovanile.

In questi giorni (oggi per esempio ne parla “La Gazzetta dello Sport”) è di grande attualità il dibattito riguardante il concetto e la struttura di un qualsiasi Settore Giovanile in Italia, soprattutto guardando i dati dei pochi, pochissimi, giovani atleti prodotti dalle nostre cantere negli ultimi anni.
Il vero significato del simbolismo della Chanson d’autumne è il crescere male, il diventare vecchi con una disposizione negativa, errata nei confronti della vita.
I giovani atleti di oggi devono invece divenire professionisti in una maniera sana, corretta, vivendo lo sport ed imparando tramite buoni maestri, ottime strutture e soprattutto un movimento collettivo e nazionale che sappia valorizzarli mediante una mentalità che sappia vedere al di là del mero risultato giornaliero o della singola vittoria: solo allora “i lunghi singhiozzi dei violini d’autunno”, rappresentati dalle grandi prestazioni individuali e dalle strisce negative delle nostre Nazionali, cesseranno la propria musica.

Alcune strutture del Centre d'Entreinament dell'HAC


Le Havre è uno splendido porto dallo stile inglese situato sull’estuario della Senna, antico e principale porto commerciale della Manica francese dal 1600 alla metà del 1800, tant’è che da qui, dalla vicina perla di Honfleur, partirono gli avventuri che fondarono la città di Quebec.
Molti di voi la ricorderanno probabilmente per il film comico francese "Giù al Nord" o per la commedia "Miracolo a Le Havre".
La città, fiorita grazie al grande turismo naturale delle vicine Étretat e Honfleur fino a superare la vicina Rouen, è sì rappresentata nel campionato francese di pallacanestro dal STB Le Havre, lo scorso anno nella FIBA Europe Cup e retrocessa in Pro B (dove al momento non sta ben figurando ndr), ma la vera forza della zona è il “Le Havre Athletic Club”, l’HAC.
I Ciel e Marine, attualmente in Ligue 2, sono stati il primo club calcistico nato in Francia, nel 1872, grazie all’iniziativa di studenti di Oxford e Cambridge trapiantati in città.

La splendida Honfleur, da me fotografata nel 2015


Il club normanno ha la particolarità di puntare fortemente sul proprio Settore Giovanile come base portante dell’organizzazione societaria presente e futura, investendo più nei propri giovani che in giocatori provenienti dal calciomercato.
L’Accademia è stata fondata solamente nel 1983, con l’obbiettivo a lungo termine di riunire in un unico grande Settore Giovanile gli elementi più promettenti delle tante selezioni locali, arricchite in quegli anni dalle tante famiglie provenienti dalle ex Colonie dell’Impero Francese, giunte a Le Havre con l’obbiettivo di costruirsi una piccola fortuna per poi cercare di porre le basi stabili per una piccola attività al di là del Canale, in Inghilterra.
Da una piccola rete di osservatori locali, prelevati dai piccoli club locali per osservare gli stessi, l’HAC è riuscito a creare un’ottima rete prima in tutta la Francia e quindi nelle maggiori ex Colonie francesi, mediante collaborazioni strette con club locali.
Lo scouting, e soprattutto il visionare un giocatore coi propri occhi e non tramite video come spesso accade, è fondamentale e il Le Havre ne ha fatto la propria filosofia guida nel corso degli anni.

Alcuni top players di oggi cresciuti in Ciel et Marine


Questa filosofia ha dato i suoi frutti negli anni 90’ e, soprattutto, negli anni 2000’.
Nella foresteria e nel centro studi, i normanni sono stati capaci di sviluppare tanto talento nei giovani.
Scartato da tanti club senza nemmeno sostenere un provino per la bassa statura, Lassana Diarra ebbe la sua chance al Le Havre, che lavorò su di lui cambiandogli il proprio ruolo.
Dallo scouting internazionale provengono Dimitri Payet, Jean-Alain Boumsong, Guillaume Hoarau, Florent Sinama-Pongolle, Souleymane Diawara e Ryan Mendes, mentre da quello locale Paul Pogba, Benjamin Mendy, Steve Mandanda, Ryad Mahrez e Charles N’Zogbia fra gli altri.

Per un club di provincia non è facile sopravvivere, escluso dalla grande visibilità delle metropoli e dal grande appeal televisivo, ma il Le Havre ci è riuscito, producendo un numero di giovani e promuovendoli in prima squadra ogni stagione, per poi venderli ai grandi club e reinvestire i soldi delle cessioni nelle proprie strutture e nella propria organizzazione giovanile, in modo da produrre altri giovani in grado di prendere il posto di quelli appena venduti.

Alcuni giovanissimi nella struttura dedicata allo studio a Saint Laurent de Brèvedent


Nel 1999 la società normanna ha aperto la propria cittadella dello sport nella vicinissima Saint Laurent de Brèvedent,  con strutture distribuite nell’arco di 6 ettari, comprendenti gli uffici amministrativi del club collocati in un edificio di due piani, un edificio dedicato al dopo scuola e allo studio per i giovani atleti, un campo regolamentare, un terreno sintetico, una pista d’atletica dotata di vicine pendenze per i test fisici, tre campi da tennis, un ristorante, spogliatoi e un locale contenente un centro massaggi e un infermeria.

Il nuovo Stade Ocèane, da me fotografato nella primavera del 2015


Grazie alle percentuali e alle cifre ricavate dai trasferimenti, la società ha potuto costruire il moderno Stade Ocèane di fianco all’ormai vetusto Stade Louis Deschaseaux, nei pressi del noto Pont de Normandie.
Nell’ultima gara di campionato, vinta 3-1 a Clermont, l’HAC schierava Ferland Mendy (95’), Samba Camara (92’) Victor Lekhal (94’), Harold Moukoudi (97’) e Nathael Julan (96’), tutti prodotti del proprio Settore Giovanile.
Nel Luglio 2015 il club è stato prelevato dall’imprenditore italo-americano Vincent Volpe, in una mossa che ricorda l’acquisizione dell’A.C. Reggiana da parte di Mike Piazza.
Il texano, da 25 anni trasferitosi in Normandia per affari nell’industria navale locale, ha posto come obbiettivo il ritorno in Ligue 1 puntando però non a fare spese folli, ma a far crescere il club mediante i suoi giovani e qualche acquisto mirato.
Il prossimo investimento in programma per Volpe è infatti investire una consistente somma nell’ampliare ed allargare il Centro d’allenamento.

Uno degli stabili del Centre d'Entrenaiment di Saint Laurent 


L’HAC, un piccolo club di una petit ville, è la dimostrazione che il lavoro coi giovani deve essere di lungo termine e costruito passo dopo passo, con una tabella di marcia precisa e con strutture e allenatori adeguati.
In Italia, purtroppo, si tende a “montare la testa” ad un giovane talentuoso, subito oggetto di attenzione da parte di molti dopo alcune buone prestazioni: per nostra fortuna esistono ancora isole felici in cui i nuovi protagonisti esterni del mondo dello sport non possono entrare, ma per tanti aspetti si rovina la crescita sana e tecnica di un giovane ragazzo esposto alle tante tentazioni della propria età.

Vincent Volpe, presidente italo-americano dell'HAC

Solamente nel momento in cui, come esposto da Jasmin Repesa, i più, in tutti gli sport, guarderanno ai ragazzi come una pianta da coltivare nel tempo per raggiungere un determinato obiettivo (cito la filosofia del Barcellona che sviluppa ogni giovane per farlo esordire in Prima Squadra), e non più solamente al singolo risultato, solo allora lo sport italiano cesserà di emettere singhiozzi ed assistere a Nazionali mediocri imbottite di oriundi e giocatori con scarsa tecnica causa mancanza di alternative.
E' tempo che lo sport nazionale prenda esempio da realtà come il Le Havre e raggiunga l'altra sponda del Pont de Normandie.

giovedì 13 ottobre 2016

L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI POLISPORTIVA




Il nuovo Presidente dell’A.C. Reggiana Mike Piazza ha di recente dichiarato di voler tentare di convincere il suo concittadino di Philadelphia Kobe Bryant ad entrare all’interno della società granata, visto il suo forte legame con la nostra città.
Tali affermazioni hanno da un lato, come era prevedibile, esaltato le aspettative e alimentato un sogno all’interno della tifoseria, dall’altro alzato un forte coro di “Dovrebbe investire nel basket!” tra i palati fini di pallacanestro.
A Reggio Emilia siamo unici nel nostro genere, e non parlo solo di mentalità e modo di tifare e vivere lo sport: all’ombra della Ghiara possiamo infatti vantare ben quattro società professionistiche di alto livello, tre in Serie A (A1 Pallacanestro Reggiana, A2 Volley Tricolore ed Eccellenza Rugby Reggio) e una che finalmente, dopo anni di incertezze ed interrogativi, può finalmente basarsi su una proprietà solida ed un progetto spalmato su più stagioni, cioè l’A.C. Reggiana 1919.


La Burro Giglio 1977-78 con lo Scudetto sul petto

Ritengo però che nella Città del Tricolore ci sia terribilmente un vuoto, quello del volley femminile, che ha fatto la storia della città e che, dalla scomparsa della Stella della Pallavolo Reggio Emilia, ha avuto solamente la Crovegli a colmarlo per un istante grazie alla grande passione sportiva del compinato Walter.
Nonostante sia orfana di una parte importante della propria storia, Reggio è una città che vive lo sport, una città “che sta bene” sportivamente parlando, e lo dimostrano i quasi 4700 di Bologna di sabato, quando in Piazzale Atleti Azzurri d’Italia erano quasi 5.000 i tifosi granata a vedere la Reggiana sconfiggere il Fano 3-1.
Reggio, per le sue caratteristiche, sarebbe un terreno fertile per il progetto della polisportiva, promosso e caldeggiato anni fa sui giornali da persone di sport: un tale progetto garantirebbe sport ad lato livello, interesse, sponsor, introiti e sviluppo delle attività giovanile allo sport cittadino, che potrebbe fondarsi su basi solide.
L’idea di una grande arena polivalente, costruita in zona stadio in futuro, sarebbe in questo senso essenziale per la formazione di una grande “Città dello Sport”, casa dello sport reggiano e centro in cui incanalare le maggiore attività giovanile e i grandi eventi extrasportivi.

Lo Stozice Stadium e la Stozice Arena alla periferia di Lubiana



Tutti i club che hanno avuto successo nella propria storia, se ci ragioniamo, devono il proprio successo alla polisportiva alle loro spalle, all’unione comune di idee e forze e alla corretta gestione di attività e fondi.
Polisportiva, però, non vuol dire per forza uniformare colori, stemmi ed identità, come un Barcellona per intenderci, né significa possedere più squadre unite da medesime finalità, come il City Sports Group (Manchester, New York e Melbourne) o gli investimenti Red Bull (Salisburgo, New York, Lipsia, Brasile e Ghana).

Baskonia e Deportivo Alavés condividono anche i propri spazi commericiali
Un esempio di polisportiva differente è la città di Vitorìa-Gasteiz, uno dei principali centri della regione del Gipuzkoa nei Paesi Baschi: la storica città basca è sì inferiore storicamente alle potenti Bilbao e San Sebastian, ma stabilisce un unicum del panorama dell’Euskal Herria, avendo le due principali squadre sportive, il Deportivo Alavés di calcio e il Saski Baskonia di basket, gestite dal medesimo board di proprietari.
L’Alavés, dopo l’exploit del 2001 in cui giunse in finale di Coppa UEFA, sprofondò per gravi difficoltà finanziarie di categoria in categoria, finendo addirittura in Tercera (Serie C); nel 2011 Josean Querejeta, presidente del Baskonia, salvò l’Alavés e formò questo nuovo modello di polisportiva, il quale nel 2016 ha portato il Laboral Kutxa alle Final Four di Eurolega e l’Alavés a tornare nella Liga dopo ben tredici anni dall’ultima volta.
Gli esempi di città, piccole e grandi, che hanno sfruttato il rapporto particolare fra la propria cittadinanza e lo sport, un legame intrinseco nella storia cittadina, formano un lungo elenco di esempi vincenti, il che non vuol dire solamente vittorie, ma risultati su infrastrutture, giovani ecc.
Lubiana, la capitale della Slovenia, ha l’Olimpija, le cui sezioni di calcio (FK Olimpija) e basket (KK Union Olimpija) giocano nei due moderni impianti costruiti nell’area periferica Stožice, con grande riguardo allo sviluppo dei giovani, seguiti e fatti crescere anche sul piano scolastico.
Atene ha Panathinaikos, AEK e Panionios, al Pireo l’Olympiacos è un’istituzione, mentre nel resto della Grecia non si possono non citare PAOK ed ARIS Salonicco.
In Turchia troviamo Trabzonspor, 
 Karşıyaka, Beşiktaş, Fenerbahçe e Galatasaray.
CSKA e Dinamo Mosca, Zenit San Pietroburgo (acquistò il Triumph Lyubersty), Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid e Real Betis (che ha recentemente acquistato il Baloncesto Sevilla), Partizan, Stella Rossa, Buducnost, Maccabi Haifa, Maccabi ed Hapoel Tel Aviv, APOEL Nicosia.

La risorsa rappresentata dalla zona stadio a Reggio Emilia, nelle vicinanze anche dei campi di via Agosti 

La polisportiva è un esempio sempre più attuato dalle singole città per rinforzare lo sviluppo sportivo della propria città, perché utilissimo al fine sportivo, economico e lavorativo del proprio territorio.
Non è un caso che A.S. Roma e Paris Saint-Germain osservassero con interesse Virtus Roma e Paris-Levallois rispettivamente.
Un board of directors gestisce l’organizzazione “globale”, mentre ogni sezione durante la stagione lavora autonomamente, rapportandosi settimanalmente con il club.
In futuro Reggio potrebbe essere il primo esempio concreto, soprattutto con l’arrivo di un americano abituato al concetto di franchigia e di possibili ritorni di grandi campioni, di una polisportiva efficiente in Italia, dopo i grandi fasti di Benetton Treviso.

GLI IMPEGNI SETTIMANALI DELLE SQUADRE REGGIANE


Entrano nel vivo tutti i campionati federali per le squadre reggiane professionistiche, chiamate subito a fornire segnali forti al proprio pubblico, caratterizzato da ottimi numeri rappresentati dai 4.671 di Bologna per il basket e i quasi 5.000 al Città del Tricolore per il calcio.
Conosciamo meglio i vari impegni e gli avversari delle squadre della nostra città.


Buone indicazioni in questo senso le ha fornite la Pallacanestro Reggiana, autrice di una grande rimonta nel secondo tempo in Piazzale Azzarita contro i sardi della Dinamo Sassari, attesa domenica sul difficile campo del PalaPentassuglia di Brindisi.
Squadra a forte identità americana, l’Enel è allenata quest’anno da un coach esperto come Meo Sacchetti, che pare già aver improntato la propria idea di gioco con molte soluzioni veloci sul parquet della Stella del Sud, reduce da una stagione al dì sotto delle aspettative conclusasi anzitempo sia in campionato che in EuroCup.
Il giocatore più atteso dei pugliesi è senza dubbio Kris Joseph, potente ala canadese con passaporto di Trinidad e Tobago reduce da ottime stagioni in Francia a Chalon, Digione ed Orléans dopo aver assaggiato l’NBA coi Boston Celtics, anche se la principale arma offensiva brindisina si è al momento rivelata Amath M’Baye, ala grande di Bordeaux autentica rivelazione di inizio stagione per la sua dinamicità.
L’ottimo momento di forma di Durand Scott e i centimetri di Danny Agbelese rappresentano un potenziale pericolo per una difesa reggiana che sì ha presentato miglioramenti nel secondo tempo di Bologna, ma pare ancora lontana dalla consistenza a cui aspira Max Menetti.
Parlando del reparto italiani, da osservare attentamente in ottica azzurra Marco Spanghero, play ex Trento e Verona con ampi margini di miglioramento, e Daniel Donzelli, cremonese scuola Casalpusterlengo autore di ottime prestazioni con le rappresentative nazionali giovanili.

Il 17 Ottobre, alle ore 20.15 alla Palestra di via Cassala, prenderà il via anche la stagione dell’Under 20 Eccellenza di Coach Donatas Slanina, chiamata subito ad affrontare il derby con il Basket 2000 Scandiano.
Orfana dell’annata 96’ rappresentata da Lavacchielli e Magnani (Castelnovo Monti), l’Under 20 si presenta ai nastri di partenza con le novità classe 1998 Riccardo Fontanili, ex Boiardo Scandiano, e Francesco Belli, giocatore atletico reduce da una stagione nel Cesenate.


[Fonte Volley Tricolore]


Domenica 16, ore 19.30, la Conad Tricolore è di scena nel PalaBigi in ristrutturazione, agibile con la capienza ridotta di 1.000 posti per l’occasione.
Avversaria degli uomini di Costi, reduci dalla sconfitta esterno contro Montecchio Maggiore per 3-1, è l’Olimpia Bergamo targata Calloni Agnelli.
I lombardi sono una novità della Serie A2, avendo comprato il titolo sportivo di Modena Est, vincitrice dei Playoff costretta a rinunciare alla promozione ottenuta sul campo e a ripartire dalla Serie B1.
Bergamo è reduce dalla sconfitta casalinga contro Civita Castellana per 3-2, nonostante una prestazione stratosferica del nazionale olandese Sjoerd Hoogendoorn, autore di 39 punti, e degli ottimi segnali lanciati dai giovani Pierotti, Cavuto e Cioffi.
Gli ambiziosi orobici proveranno dunque a sorprendere una Conad che chiama a raccolta i propri tifosi per l’esordio casalingo di domenica, in cui i giallorossi dovrebbero schierare il nuovo acquisto Luka Suljagic e, qualora si risolvessero i problemi burocratici, l’essenziale opposto camerunense Kody.





Sempre domenica 16, alle ore 20.00 alla Palestra di via Kennedy, il Basket Tricolore, allenato dalla leggenda del basket femminile Ilaria Orlandini, scende in campo contro il Basket Cavazzo per difendere la propria imbattibilità stagionale nel campionato di Serie B.
Nelle prime due gara, le ragazze hanno espugnato il campo delle neonate Tigers Parma 49-76 e vinto 66-70 a Forlì in un finale punto a punto.

[Fonte Website F.lli Bari]


E’ iniziata invece con un pareggio (2-2) a Castello e una sconfitta casalinga (2-3) contro Prato la prima storica Serie A2 della Fratelli Bari: i blaugrana scenderanno in campo sabato 15 alle ore 17 al PalaRivalta per strappare punti importanti contro la fanalina di coda Grosseto.

[Fonte Website Rugby Reggio]


Per quanto riguarda le squadre impegnate outdoor, il Rugby Reggio, reduce da due sconfitte in cui ha conquistato il primo punto stagionale, scenderà il campo alla Canalina solamente il 29 Ottobre contro le Fiamme Oro Roma, mentre la Reggiana è chiamata a dare continuità alla vittoria contro il Fano sul campo dell’Euganeo di Padova lunedì 17 alle ore 20.45, con diretta televisiva su RaiSport.



lunedì 10 ottobre 2016

LA NOSTRA STORIA NEL PALABIGI SU YOUTUBE!




Dopo un lungo lavoro di nicchia online per trovare, analizzare e raggruppare il materiale storico presente sulla nostra città e sulle sue squadre, “La Nostra Storia nel PalaBigi” ha ora il suo Canale Youtube.
Il Canale si propone come un archivio storico con riferimenti alle imprese del presente, come un luogo in cui ogni appassionato possa comodamente visionare le grandi imprese dello Sport Reggiano nella sua totalità: sarà presente una sezione off-topic, chiamata “Al di là del Bigi”, che racchiuderà contenuti storici presenti sul web riguardanti, per esempio, A.C. Reggiana e Rugby Reggio.

Sulla nuova piattaforma saranno presenti tutti i video storici già caricati su Facebook, così come i contenuti web riguardanti l’iniziativa su tv e media locali.
Le Sezioni del Canale saranno rivelate gradualmente, ma la linea del Canale sarà caratterizzata dalla coabitazione fra video riguardanti la  stagione sportiva attuale e i video già presenti sul web, raggruppati per la prima volta in un’unica sezione in modo da facilitare la ricerca storica degli appassionati reggiani.
Un Museo virtuale che ripercorre la Storia dello sport reggiano, riprendendo virtualmente l’idea di allestire un Museo all’interno del foyer e della zona mista del Palazzo dello Sport.


Il Museo proposto dall’iniziativa rientra nella linea “dai cittadini per i cittadini”, perciò qualsiasi reggiano che voglia contribuire con contenuti video all’archivio storico online può contattare “La Nostra Storia nel PalaBigi” tramite mail (lanostrastorianelpalabigi@gmail.com) o tramite Facebook (www.facebook.com/lanostrastorianelpalabigi) , in attesa che il Museo vero e proprio venga approvato o meno dall’amministrazione comunale.

martedì 19 luglio 2016

RAGGIUNTO IL QUORUM DELLE 300 FIRME


La petizione indirizzata al Comune di Reggio Emilia su Change.org, sito di istanze online, ha raggiunto questa mattina i 300 sostenitori necessari per presentare l'iniziativa alle Autorità Competenti.

Lanciata il 23 Giugno, l'iniziativa ha raccolto sempre più consensi col passare del tempo, e il fatto che le sue proposte e i suoi contenuti fotografici online siano stati così apprezzati non può che farmi immensamente piacere.

Ringrazio personalmente tutti coloro che hanno sottoscritto la petizione e dimostrato sostegno e stima verso l'iniziativa, poichè "La Nostra Storia nel PalaBigi" è stata creata da un cittadino per i suoi concittadini.

Questa è la mia città, una città che ama le sue origini storiche e il suo passato sportivo, una Reggio delle persone desiderosa di tributare un giusto riconoscimento a chi tanto ha fatto per lei e un degno saluto a quel Palasport in cui siamo entrati da bambini e usciremo tenendo per mano i nostri nipoti.

LA PETIZIONE NON SI FERMA! SIAMO GIA' OLTRE I 300! 

L'istanza continuerà a raccogliere consensi, dal momento che più cittadini ci sono, più firme ci sono, più sostegno c'è e con esso l'iniziativa continua a farsi conoscere a sempre più persone a cui è indirizzata: I CITTADINI.

Sono constantemente all'opera giornalmente sul dossier dettagliato dell'iniziativa, che sarà presentato alle Autorità Competenti.
Procederò quindi a prendere contatti con l'Autorità delegato allo Sport nella persona del Sindaco e a richiedere un incontro per illustrargli l'iniziativa e dialogare.

GRAZIE DEL VOSTRO SOSTEGNO! 
La prima tappa, il Campo 1, è stato raggiunto, ma la montagna è ancora alta e il sentiero ancora lungo.
Qualunque sia il suo esito finale, "La Nostra Storia nel PalaBigi" andrà fino in fondo.

Andrea Russo 


lunedì 4 luglio 2016

PRECISAZIONE SULL'ISTANZA

L'istanza su Change.org mira a raggiungere le 300 firme necessarie per avere riconosciuto "Potere di Iniziativa" nel presentare le proposte di "La Nostra Storia nel PalaBigi" alle Autorità Competenti del Comune di Reggio Emilia, in accordo all'Art.63 dello Statuto Comunale in vigore dall'anno 2013 http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/regolamenti.nsf/9fe9e1433e7161ccc1256ff50031d9f7/7647bf8c7a086544c125688200568fdf/$FILE/Statuto%20approvato%202013.pdf .



L'iniziativa intende raggiungere con le proprie proposte e sensibilizzare il maggior numero di cittadini e tifosi della Città di Reggio Emilia.
La piattaforma Change.org, sulla quale si trova l'istanza, è accessibile a tutti coloro che posseggono un computer, e perciò sottoscrivibile anche da parte di coloro che non hanno un profilo Facebook.

Gli unici dati richiesti al momento della sottoscrizione sono:
-Nome e Cognome di colui che sottoscrive e condivide l'iniziativa
-e-mail, se presente, in modo da ricevere aggiornamenti sul proseguimento dell'istanza
-CAP, utilizzato dal sito per dati statistici riguardanti la distribuzione geografica

La sottoscrizione è gratuita e non implica alcun contratto o impegno vincolante, simboleggiando solamente un supporto numerico e una condivisione di ideali con l'iniziativa in questione.
Change.org è il primo portale di istanze online, utilizzato anche da giornalisti, medici, politici e

Per sottoscrivere l'iniziativa è necessario recarsi sul sito https://www.change.org/p/comune-di-reggio-emilia-proposta-la-nostra-storia-nel-palabigi , cliccare su "Firma la Petizione" ed inserire i pochi dati richiesti dalla piattaforma per apporre il proprio sostegno all'iniziativa.
Verrà anche richiesto se il sostenitore vuole condividere l'istanza sulla propria bacheca Facebook per coinvolgere ed informare sempre più persone; nel caso il sostenitore non voglia usufruire di questa opzione, deve lasciare vuoto lo spazio "Condividi l'iniziativa su Facebook".

Una firma non costa nulla, ma vale tanto per un'iniziativa che mira a rendere un tributo a chi scritto la storia dello sport cittadino sugli assi del PalaBigi.